Il giorno dei morti (e dei santi)

Tra i bambini si è diffusa una festa tipica dei paesi anglosassoni: Halloween racconta di Jack, un ubriacone imbroglione che riuscì a ingannare il diavolo ed evitare l’inferno ma purtroppo nel paradiso non poteva entrare per i suoi peccati e quindi fu dannato a vagare nel mondo.

Halloween ci insegna a prenderci il carico delle nostre azioni ma anche ad accettare quel naturale passaggio che è la morte. Oggi prevale il senso più giocoso di questa ricorrenza con la richiesta “dolcetto o scherzetto?” di presumibile provenienza da un’usanza degli antichi cristiani che nel periodo della festa dei Santi e della commemorazione dei morti, raccoglievano dolci in cambio di preghiere per i defunti.

Nella tradizione italiana la notte che precedeva la festa dei santi si preparavano i dolcetti dei morti, si accendevano le candele, si preparava la casa, si suonavano le campane, per richiamare le anime che venivano a salutare parenti e amici.

ilfiloargentato

 

C’era un legame che restava nel tempo e che veniva ricordato con cura e dolcezza. Un legame prezioso che non fa morire chi ci ha lasciato. Un libro con cui ho voluto parlare di questo legame è “Il filo argentato”, un racconto che dedico a tutti i miei cari, in particolar modo a mio papà che, attraverso quel filo, continua a restare con me.

Puoi trovare il filo argentato nel mio shop e in qualsiasi libreria.

 

Pubblicato da Giuseppina

Amo la dialettica ma non disdegno la didassica.

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