A volte siamo delle volpi

(Spiegazione del perchè scrivere è un grande “affare”)

volpe-unvaLa sperimentazione della scrittura nei diversi generi è molto importante, cosi come lo è la lettura per quanto alcune cose ci possano attrarre di più così come capita nell’alimentazione. Al di là delle intolleranze, allergie e via dicendo, più si ha un’alimentazione varia e più si è in grado di rafforzare sistema immunitario, radicali, sinapsi e via dicendo. Nello stesso modo, se immaginiamo che la lettura sia connessa con la capacità di ascolto e la scrittura con la capacità di logos (linguaggio e riflessione), possiamo interconnetterci con un sistema immunitario cerebrale che ci rende capaci di una certa libertà di pensiero che diventa azione o riflessione libera quindi in grado di generare la certezza del bene. Sono aspetti entrambi interessanti perchè senza progetto non si può costruire un edificio ma senza muratori l’edificio resterebbe un sogno irrealizzato e per vivere in maniera sufficientemente libera devi essere un po’ muratore e un po’ architetto.

Impara l’arte e mettila da parte.

Nella mia famiglia c’è sempre stata la mania del fai da te di quasi tutto. Mio padre diceva sempre “E’ meglio se te lo fai da sola” e non era un discorso di risparmio di soldi ma di tempo e di libertà. Sono cresciuta in una famiglia maniaca da questo punto di vista, dove tutti provavano a fare tutto, letture comprese ma poi c’erano gli aspetti preferiti. Mio padre adorava i proverbi, mia mamma le storie romantiche, mio zio la fantascienza, mia zia la filosofia, mio cugino i fumetti e così via. Io assorbivo tutto e ci provavo perchè quello era l’imprinting ma provare è anche un modo per trovare la propria strada, quella che ti piace perchè senti bene addosso come un bel vestito.

“Come si pubblica un libro? Si fanno tanti soldi?”

Nel mio lavoro di scrittura-pubblicazione incontro tante persone che mi chiedono come si fa a pubblicare perchè “sai, ho una storia molto bella che ho scritto, vorrei scrivere, mi piacerebbe proprio provare anche a me a scrivere un libro….”. Io ascolto anche se non capisco perchè lo chiedono a me che non sono la Mondadori o Feltrinelli per dire, ma ho anche imparato, dopo anni di esperienza, a rispondere con una domanda.

“Che tipo di libri ti piace leggere?”

E’ molto interessante scoprire che pochi leggono. Sempre meno. Rapiti dal raptus dei social network in cui capeggia Facebook con quella faccia da impertinente altro che book! E dove persino i post scritti nessuno li legge o quelli che rimandano ad articoli sono likezzati ma figuriamoci se si perde tempo a leggere. Ci sono troppe foto e stati d’animo da visionare, capire, likezzare, taggare. Ah! Si, vero. Spesso questi aspiranti scrittori sono facebookiani incalliti nell’uso di faccine e slang ma, se fai il muratore e non studi un po’ di struttura, il tuo edificio è probabile che crollerà al primo raggio di sole. Nello stesso modo se non hai mai usato la cazzuola, i tuoi scritti saranno vuoti e assenti come progetti impossibili o pieni di ridondanze irrealizzabili. E’ questo il punto: studia per essere un buon progettista (lettore), lavora per essere un buon muratore (scrittore), sapendo bene che con la scrittura potrai fare abbastanza soldi per andare a mangiare una pizza con il tuo lettore numero uno perchè, in fondo, se lo merita non credi?

 Filastrocca dedicata alla memoria di tutti gli aspiranti.

Giuseppina Bruno

 

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