Laboratori di lettura “free pass”

Leggere è importante perchè formativo, di stimolo al linguaggio e alla capacità di ascolto ed è questo il punto sul quale voglio soffermarmi. Da piccoli i bambini ascoltano i grandi che leggono o raccontano le favole: questo è un tipo di lettura indiretta che li abitua all’uso della capacità di “ascoltare”, da cui nasce riflessione, spirito critico, curiosità quindi comunicazione. L’ascolto è l’input da cui nasce dialogo, scambio, crescita.

I bambini di oggi per lo più “ascoltano” la televisione, uno strumento chiuso, passivo che li isola sempre più perchè non possono chiedere alla televisione quello che non hanno capito o raccontare il loro punto di vista. Si abituano a ricevere senza farsi domande, in quel sistema di immagini, parole che ricorda molto un indottrinamento perchè basato su luci e immagini. Del resto, anche Pasolini esprimeva la sua critica nei confronti di questa illusoria forma di comunicazione in tempi quasi insospettabili.

Abituarsi a leggere, significa ritrovare dei tempi diversi, un modo diverso, basato su un Ascolto prima esteriore e poi interiore che aiuta elaborazione e senso critico. Per questo sono importanti i laboratori di lettura quando stimolano il punto di vista dei piccoli (o grandi) lettori, condividendo le loro aspettative, desideri, dubbi, curiosità, con totale libertà.

Se non sei libero di esprimere quello che pensi, come potrai crescere nella tua esperienza comunicativa?

Spesso mi sono trovata in laboratori di lettura organizzati come delle “sette”. So che potrà sembrare un termine esagerato ma l’unico fine era quello di rafforzare un’élite con i suoi punti di vista. Questo è dannoso anche per gli adulti ma pericoloso per i bambini, già eccessivamente portati verso una passività comunicativa. I laboratori di lettura dovrebbero essere “free pass”: chiunque dovrebbe sentirsi libero di dire quello che pensa, fossero anche “fesserie”. Penso che solo in questo modo si potrà riportare l’amore per la lettura che soprattutto in Italia è ridotta ai minimi storici.

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Pubblicato da Giuseppina

Amo la dialettica ma non disdegno la didassica.

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