Quando la ribellione diventa sfida

giuseppinabruno_jimmygoLa scuola è cambiata molto negli ultimi decenni. Alcuni cambiamenti sono stati importanti e positivi, altri si sono mossi nella direzione di quell’automatismo che vorrebbe guidare la crescita verso una sorta di “regolamentazione”, uno scenario che ho sempre rifiutato e che non accetto.
Scrivere per i bambini in un certo modo riguarda il nostro futuro ma anche l’eredità di quello che abbiamo costruito di buono, capito, scoperto. Grazie alla scrittura, la ribellione può diventare una sfida, nel porsi obiettivi importanti e nel togliersi quei limiti che nascono per oscurare la fiducia, la fede negli uomini e nella loro bellezza.

Penso che insegnare sia una vocazione, come dovrebbe essere qualsiasi altro mestiere perchè  tutti abbiamo un modo perfetto per esprimere quella creatività personale che è solo meravigliosamente nostra. Quando Elena, di cui ho già parlato tempo fa, mi ha raccontato della difficoltà di trovare qualcosa che superasse i limiti di un quaderno operativo, ho raccolto nel suo rammarico l’incipt di una ribellione e la voglia di sfidare quei meccanismi che ci hanno portato verso una direzione dove il valore delle persone è spesso ignorato.

Jimmy Go! è il rifiuto della standardizzazione, di quel concetto sbagliato che ha costruito i “quaderni operativi”, quando l’operatività dovrebbe essere frutto della conoscenza sensibile degli insegnanti che lavorano ogni giorno con bambini diversi e quindi obiettivi diversi. Perchè dovremmo accettare un quaderno uguale per tutti? I quaderni operativi devono nascere dall’incontro della sensibilità dei bambini accolta dalla sensibilità degli insegnanti. Dovremmo ritornare ai libri e lasciare che i quaderni operativi siano la storia di un percorso di formazione scolastico.

Ho raccolto questa sfida con entusiasmo, ringrazio Monica per avermi dato un aiuto linguistico e la mia famiglia per avermi supportato con pazienza: ho dedicato molto tempo per “il mio primo libro di inglese”, ispirandomi agli autori inglesi, nella grafica, e alle nursery rhymes (filastrocche) che gli anglosassoni insegnano ai loro bambini.

In fondo, saranno le filastrocche a salvare il mondo e chi meglio dei bambini può capire questo?

Presto in vendita in tutti gli store, per informazioni scrivimi. 

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